
| Il presente rapporto documenta come due realtà italiane — Euroristoro/BFood S.r.l., gestore della rete McDonald’s con circa 1.000 dipendenti, e Passoni e Di Mauro S.r.l., operatore retail nel cuore di Milano — abbiano trasformato la gestione dei propri rifiuti da attività di compliance in un autentico laboratorio di eccellenza circolare. Nel 2025, grazie al sistema strutturato di raccolta differenziata di Taebioenergy S.r.l. (Borsino Rifiuti), le due organizzazioni hanno recuperato complessivamente oltre 218 tonnellate di materiali — cartone, cartoncino, imballaggi progettati per il riciclo — evitando l’immissione in atmosfera di oltre 350 tCO2eq. Un risultato che non è frutto del caso, ma di una filiera progettata nei minimi dettagli: dal packaging della patatina al bicchiere del caffè, dalla cannuccia di carta al sacchetto del panino. |
1. IL CONTESTO: UNA SFIDA CHE DIVENTA OPPORTUNITÀ
Ogni giorno, nelle cucine e nei punti vendita della ristorazione rapida italiana, vengono generate tonnellate di rifiuti da imballaggi: sacchetti porta-panino, contenitori per patatine, bicchieri monouso, cannucce, tovaglioli, scatole per hamburger, vaschette per salse. Per decenni, la destinazione prevalente di questi materiali è stata una sola: il cassonetto dell’indifferenziato, poi il camion dell’inceneritore.
Quella stagione sta finendo. E a cambiare le regole del gioco, in Italia, sono state — tra le prime — due realtà che operano nell’orbita McDonald’s: Euroristoro/BFood S.r.l., con la sua rete di ristoranti e punti di ristorazione, e Passoni e Di Mauro S.r.l., con i suoi punti vendita nel cuore della città.
La svolta non è stata soltanto operativa. È stata prima di tutto progettuale: il packaging è stato ripensato con un unico obiettivo in mente — consentire il recupero del materiale a fine vita. Cannucce in carta invece di plastica, bicchieri con rivestimento separabile, imballaggi in cartoncino monomaterico, sacchetti certificati per il riciclo. Il risultato è che oggi, quando un operatore di raccolta Taebioenergy passa a ritirare quei materiali, non trova rifiuti. Trova risorse.
2. I PROTAGONISTI: CHI SONO E COSA FANNO
2.1 Euroristoro / BFood S.r.l. — La rete McDonald’s che si rinnova
Euroristoro — BFood S.r.l. è uno dei principali franchisee McDonald’s in Italia, con circa 1.000 dipendenti e una rete di ristoranti distribuiti su tutto il territorio nazionale. È un’azienda che eroga ogni giorno migliaia di pasti, gestisce flussi enormi di merci e packaging, e si trova ad affrontare una sfida logistica di primissimo livello: separare, raccogliere e avviare al recupero materiali che, per natura e quantità, sfiderebbero qualsiasi sistema di gestione rifiuti tradizionale.
Nel 2025, Euroristoro — BFood ha raccolto e avviato al recupero 137,321 tonnellate di cellulosa (cartone e cartoncino, EER 150101), generando un valore economico complessivo stimato di circa 19.878 euro — tra ricavi da vendita della materia seconda e risparmi sui costi di smaltimento — ed evitando l’immissione in atmosfera di 229,33 tCO2eq. Un risultato certificato, pesatura per pesatura, dai formulari di identificazione rifiuti (FIR) tracciati da Taebioenergy S.r.l.
In quanto impresa con oltre 250 dipendenti e fatturato superiore a 40 milioni di euro, Euroristoro rientra nel perimetro delle grandi imprese soggette alla Direttiva CSRD (2022/2464/UE) con obbligo di prima rendicontazione ESG a partire dall’esercizio 2025. I dati prodotti da questo sistema di raccolta sono direttamente utilizzabili nella rendicontazione ESRS E1 (clima) ed ESRS E5 (economia circolare), senza necessità di rielaborazione.
2.2 Passoni e Di Mauro S.r.l. — Il retail di prossimità che sceglie la circolarità
Passoni e Di Mauro S.r.l. opera nel commercio al dettaglio di abbigliamento e accessori attraverso quattro punti vendita nel cuore di Milano: Via Tadino 2, Via Pietro Calvi 38, Via Monte Verdi 15, Corso Buenos Aires 79. Quattro indirizzi che, nel 2025, hanno generato e correttamente differenziato 80.780 kg di imballaggi in cartone e cartoncino (EER 150101), avviati al recupero attraverso la stessa filiera strutturata.
Il tasso di circolarità degli imballaggi di Passoni e Di Mauro si attesta al 71% — una percentuale che colloca questa realtà retail di piccole-medie dimensioni ben al di sopra della media nazionale per il commercio al dettaglio. I 129,25 tCO2eq evitate corrispondono all’assorbimento annuo di circa 23,5 ettari di foresta — un dato che racconta, con la forza dei numeri, quanto anche una catena di quattro negozi possa fare la differenza.
3. IL CUORE DELLA RIVOLUZIONE: IL PACKAGING PROGETTATO PER IL RECUPERO
La grande innovazione che rende possibile tutto questo non è soltanto nella logistica della raccolta. È nella progettazione del packaging stesso. McDonald’s — e i suoi franchisee italiani tra cui Euroristoro/BFood — ha investito negli ultimi anni in una trasformazione radicale dei propri imballaggi, con un obiettivo dichiarato e misurabile: rendere recuperabile o riciclabile il 100% del packaging primario entro il 2025.

Ecco, nel dettaglio, i materiali e i prodotti che fanno la differenza:
3.1 Le cannucce: dall’inceneritore alla compostabilità
Le cannucce di carta rappresentano uno dei simboli più visibili della transizione. Introdotte in sostituzione di quelle in plastica — bandite dalla Direttiva SUP (Single Use Plastics, 2019/904/UE) — le cannucce attualmente in uso nei punti McDonald’s gestiti da Euroristoro/BFood sono realizzate in carta kraft certificata FSC, con adesivo a base acqua e senza laminazioni plastiche. Questo le rende compatibili con la filiera della raccolta differenziata della carta e potenzialmente compostabili industrialmente.
Prima della transizione, ogni cannuccia in plastica aveva un peso medio di 1,5 grammi e un impatto di circa 2,7 gCO2eq per unità. Moltiplicato per i milioni di pasti serviti ogni anno da Euroristoro, l’impatto era enorme. Oggi quella stessa cannuccia, in carta, viene conferita assieme agli altri materiali cellulosici e avviata al recupero.

3.2 Gli imballaggi delle patatine: cartoncino monomaterico recuperabile
Le iconiche “fry boxes” — i contenitori per le patatine fritte — sono tra i materiali più rappresentativi del flusso di rifiuti da imballaggi nella ristorazione rapida. Nel sistema attuale di Euroristoro/BFood, questi contenitori sono realizzati interamente in cartoncino vergine certificato, senza accoppiamenti plastici, con inchiostri a base vegetale e colla a base acqua.
La scelta del cartoncino monomaterico non è casuale: è la condizione necessaria per poter avviare il materiale al riciclo nella filiera Comieco/CONAI. Un imballaggio biplastico o carta-alluminio non è riciclabile e finisce inevitabilmente nell’indifferenziato. Il cartoncino puro, invece, diventa materia prima seconda: si trasforma in cartone ondulato, carta da giornale, imballaggi secondari.
Nel 2025, la stima è che circa il 35-40% del peso totale di cartone recuperato da Euroristoro/BFood sia riconducibile proprio agli imballaggi per alimenti — fry boxes, sacchetti porta-panino, vaschette, piattini —, a dimostrazione di quanto la progettazione del packaging impatti direttamente sui risultati di recupero.
3.3 I sacchetti porta-panino e le confezioni Happy Meal
I sacchetti porta-panino e le confezioni Happy Meal rappresentano un caso di studio particolarmente interessante, perché combinano funzioni diverse — contenimento del cibo, barriera all’umidità, comunicazione visiva — con la necessità di essere riciclabili a fine vita.
La soluzione adottata da McDonald’s Italia prevede l’uso di carta kraft con trattamento idrorepellente a base acqua (non fluorurati, non PFAS), che mantiene l’impermeabilità necessaria per il contatto alimentare senza compromettere la riciclabilità nella filiera della carta. La stampa è realizzata con inchiostri certificati per il riciclo.
Le confezioni Happy Meal — icona assoluta per generazioni di famiglie — hanno subìto negli ultimi anni una progressiva trasformazione: dall’originale scatola rivestita in plastica all’attuale versione in cartoncino certificato PEFC, con finestre in carta velina invece che in plastica trasparente. Un dettaglio apparentemente piccolo, che però fa la differenza tra un materiale riciclabile e uno non riciclabile.

3.4 I bicchieri: la sfida del poliaccoppiato
I bicchieri monouso rappresentano forse la sfida tecnica più complessa nell’intera filiera degli imballaggi da ristorazione. Il bicchiere classico — carta+polietilene — è tecnicamente non riciclabile nelle filiere standard della carta, perché il film plastico interno impedisce la separazione delle fibre. Per anni questa caratteristica ha condannato miliardi di bicchieri all’incenerimento o alla discarica.
La risposta del sistema McDonald’s, adottata progressivamente nei ristoranti gestiti da Euroristoro/BFood, è duplice. Da un lato, l’introduzione di bicchieri con rivestimento interno in PLA (acido polilattico, bioplastica compostabile) che consente l’avvio alla compostabilità industriale. Dall’altro, nei punti dove esiste la raccolta dedicata, l’uso di bicchieri con rivestimento in carta-carta (doppio strato) separabile meccanicamente negli impianti di riciclo evoluti.
La sfida non è ancora completamente vinta, ma la direzione è chiara: ogni bicchiere che lascia il punto vendita in un sacco differenziato invece che nell’indifferenziato è un piccolo atto di resistenza contro la logica del “usa e getta senza ritorno”.
3.5 Le vaschette per le salse e i topping
Le vaschette per ketchup, maionese, senape e gli altri condimenti rappresentano un micro-flusso ad alto impatto simbolico: sono piccole, leggere, ma numerosissime. Nella versione tradizionale in plastica mista, erano praticamente irrecuperabili. La transizione verso vaschette in cartoncino plastificato food-grade compatibile con la raccolta differenziata — o verso i dispenser ricaricabili in vetro/acciaio per i condimenti — ha progressivamente ridotto questo flusso.
Nei punti vendita di Euroristoro/BFood, il dato da monitorare per il 2026 è la riduzione dell’utilizzo di vaschette monouso attraverso l’implementazione di sistemi di erogazione controllata, con conseguente riduzione del peso totale degli imballaggi generati.
3.6 I tovaglioli e il materiale tissue
I tovaglioli rappresentano la frazione più semplice e al tempo stesso più abbondante in peso del flusso di rifiuti cellulosici da ristorazione. Realizzati in carta tissue riciclata certificata, con inchiostri a base acqua, sono pienamente compatibili con la raccolta differenziata della carta. La loro raccolta e avvio al recupero contribuisce in modo significativo al totale delle 137 tonnellate recuperate da Euroristoro/BFood nel 2025.
Il punto critico è la contaminazione: un tovagliolo sporco di grasso o salsa riduce la qualità del lotto di carta raccolta. La formazione del personale sulla corretta separazione — raccolta del tissue asciutto separata dagli scarti alimentari — è uno degli elementi chiave del sistema operativo implementato da Taebioenergy nei punti vendita della rete.
4. I NUMERI CHE RACCONTANO UN’ECCELLENZA
| 📊 IL DATO CHE COLPISCE
358 tonnellate di CO2eq evitate corrispondono a quanto assorbirebbe un bosco di 65 ettari in un intero anno — una superficie pari a circa 90 campi da calcio. Questo è l’impatto reale, misurabile, certificato di due organizzazioni commerciali italiane che hanno scelto di fare sul serio con la circolarità. |
5. IL SISTEMA: COME FUNZIONA LA FILIERA
Il risultato descritto in questo rapporto non si produce per caso. Dietro ogni tonnellata di cartone recuperato c’è una filiera che inizia ben prima che il cliente poggi il vassoio sul piano del ristorante, e termina molto dopo che il camion ha portato via i sacchi.
5.1 La progettazione a monte: Design for Recovery
Il primo anello della catena è il packaging stesso. McDonald’s Italia ha lavorato con i propri fornitori per garantire che ogni materiale rispetti tre criteri fondamentali: monomatericità (un solo materiale principale, senza accoppiamenti irrecuperabili), compatibilità con le filiere CONAI (carta, plastica, alluminio), assenza di sostanze che compromettano il riciclo (PFAS, coloranti pesanti, adesivi non separabili).
Questo approccio — chiamato Design for Recovery nel linguaggio tecnico dell’economia circolare — trasforma il packaging da problema a soluzione. Un imballaggio progettato per essere riciclato non è meno funzionale di uno progettato per essere buttato: è semplicemente pensato con un orizzonte temporale più lungo.
5.2 La raccolta strutturata: Taebioenergy S.r.l. — Borsino Rifiuti
Il secondo anello è il servizio di raccolta. Taebioenergy S.r.l., con il marchio Borsino Rifiuti, opera con autorizzazione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (iscrizione MI064240) per il trasporto e la gestione dei rifiuti. Il servizio è strutturato con pesature puntuali certificate al momento del ritiro, emissione sistematica di FIR (Formulari di Identificazione Rifiuti) tracciabili, reportistica digitale integrata con i dati delle bilance di carico.

Questo livello di tracciabilità è esattamente ciò che la normativa CSRD richiede per la rendicontazione ESG: dati “verified at source”, cioè misurati e certificati nel momento in cui si producono, non stimati a posteriori.

6. IL QUADRO NORMATIVO: PERCHÉ QUESTO CONTA ORA
Il momento storico in cui si inserisce questa eccellenza non è casuale. L’Europa ha appena completato il più ambizioso sistema di rendicontazione della sostenibilità mai realizzato, e le aziende italiane si trovano a dover dimostrare — non solo dichiarare — le proprie performance ambientali.
| ⚖️ UN VANTAGGIO COMPETITIVO CONCRETO
Le aziende che oggi costruiscono una raccolta dati ESG strutturata e verificabile non stanno solo adempiendo a un obbligo normativo. Stanno costruendo un asset strategico: la capacità di dimostrare — con numeri reali, tracciati, asseverati — la propria circolarità. In un mercato dove i clienti, le banche e le catene di fornitura chiedono prove, questa capacità vale oro. |
7. L’INNOVAZIONE: L’ATTESTAZIONE DI CIRCOLARITÀ
Ma il capitolo forse più rivoluzionario di questa storia non riguarda il cartone recuperato, né i bicchieri riciclabili. Riguarda come si certifica tutto questo.
Taebioenergy S.r.l. — Borsino Rifiuti ha sviluppato e depositato brevetto per una metodologia proprietaria di Attestazione di Circolarità (di cui parleremo in un articolo a parte) : un sistema che trasforma i dati reali di gestione rifiuti — le pesature, i FIR, le destinazioni, i fattori di emissione — in certificazioni ESG verificabili, con valore legale e asseverazione tecnica indipendente.
8. VERSO IL 2026: GLI OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO
I risultati del 2025 sono eccellenti, ma non sono un punto di arrivo. Entrambe le organizzazioni hanno identificato obiettivi concreti per l’anno successivo:
Per Euroristoro / BFood S.r.l.:
- Estensione della raccolta differenziata alla frazione organica (scarti di cucina, EER 200108) in tutti i punti della rete, con avvio al compostaggio industriale o alla digestione anaerobica;
- Riduzione del peso totale degli imballaggi generati del 5% attraverso l’ottimizzazione delle porzioni e l’introduzione di sistemi di erogazione controllata per condimenti e salse;
- Raggiungimento del 90% di tasso di circolarità degli imballaggi in carta e cartone entro fine 2026;
- Integrazione completa dei dati FIR nel sistema di rendicontazione CSRD con pubblicazione del primo Report di Sostenibilità conforme ESRS entro giugno 2026.
Per Passoni e Di Mauro S.r.l.:
- Incremento del tasso di circolarità imballaggi dall’attuale 71% all’obiettivo 80% attraverso una migliore separazione alla fonte del codice EER 150106;
- Avvio strutturato della raccolta organica presso tutte e quattro le unità operative;
- Formazione del personale di punto vendita sulla corretta separazione dei materiali;
- Adozione volontaria degli standard ESRS E5 nella rendicontazione annuale.
9. CONCLUSIONI: UN MODELLO PER L’ITALIA
C’è una narrazione diffusa che vuole la ristorazione rapida come il nemico per eccellenza dell’ambiente: plastica ovunque, sprechi, monouso. Questa narrazione è stata vera. E in molte parti del mondo lo è ancora.
Ma la storia che abbiamo raccontato in questo rapporto dimostra che può essere diversa. Che un ristorante McDonald’s può avere un tasso di recupero dei propri imballaggi superiore all’80%. Che un negozio di abbigliamento in Corso Buenos Aires può evitare l’emissione di tonnellate di CO2 semplicemente separando correttamente i propri imballaggi.
La chiave è la filiera: il packaging progettato per essere recuperato, la raccolta strutturata e tracciata, gli impianti di recupero autorizzati, la rendicontazione verificabile. Quando tutti questi elementi funzionano insieme, il rifiuto cessa di essere tale e diventa quello che è sempre stato: materia.
Euroristoro/BFood e Passoni e Di Mauro non sono solo due aziende virtuose. Sono un modello. Un modello che l’Italia — con le sue decine di migliaia di operatori della ristorazione e del retail — può e deve replicare. Perché le 358 tonnellate di CO2eq evitate nel 2025 dimostrano che è possibile. E perché il mercato, la normativa e il pianeta chiedono che si faccia.
| Aut. Gian Luca Vorraro
BORSINO RIFIUTI — marchio Taebioenergy S.r.l. Via Magretti 22, 20037 Paderno Dugnano (MI) • P.IVA 09179170965 • Albo Gestori Ambientali MI064240 info@borsinorifiuti.com • Anno di rendicontazione: 2025 • Pubblicazione: febbraio 2026 |
