Gian Luca Vorraro · Co-Founder & CEO, Borsino Rifiuti / Smart Circular City · Marzo 2026
Il rifiuto non è un problema. È una materia prima che aspetta di essere liberata.
Come una PMI senza grandi capitali sta costruendo la prima infrastruttura italiana di economia circolare urbana — e perché questo potrebbe essere solo l’inizio.
La visione: distribuire valore dove nasce il valore
Ogni settimana, come milioni di ristoranti, supermercati, hotel e uffici in Italia produciamo tonnellate di materiale che chiamiamo rifiuto. Lo mettiamo nei sacchi, lo portiamo fuori, paghiamo qualcuno per farselo portare via — e non lo vediamo più. Fine della storia. O almeno, così sembra.
Ma io non ho mai accettato quella fine. Da sempre il mio focus è su un’idea apparentemente semplice, ma rivoluzionaria nella sua applicazione: distribuire valore a chi produce le materie prime seconde, a chi guarda all’ambiente e alle basse emissioni come a una scelta di impresa e non come a un obbligo burocratico.
Il rifiuto, quando è raccolto in modo certificato, pesato con precisione, tracciato con tecnologia IoT e valorizzato entro trenta chilometri dal luogo di produzione, smette di essere un costo. Diventa una risorsa. Diventa un credito di carbonio. Diventa un’attestazione ESG. Diventa, letteralmente, moneta che torna nelle mani di chi lo ha prodotto.
Questo è il percorso che ho prima idealizzato — tra fogli di calcolo, conversazioni con ricercatori, notti a studiare normative europee — e che oggi, con un team competente e motivato, stiamo concretamente realizzando.
«Non raccogliamo rifiuti. Estraiamo materie prime e misuriamo il valore di ogni chilogrammo recuperato.»
Il modello: estrarre valore, non smaltire problemi
Smart Circular City non è un servizio di raccolta. È un’infrastruttura. La differenza non è semantica: è la differenza tra vendere taxi e costruire Uber.
Il nostro modello opera su tre livelli simultanei. Il primo è l’estrazione certificata delle materie prime seconde: ogni ritiro è pesato, registrato e abbinato a un valore di mercato. Il secondo è la riduzione misurabile dell’impatto ambientale: dall’energia elettrica rinnovabile utilizzata nei processi, all’azzeramento della frazione organica grazie a compostiere elettromeccaniche IoT installate direttamente presso il cliente, fino alla produzione locale — entro trenta chilometri — di beni circolari ricavati dalle stesse materie prime raccolte. Il terzo è la valorizzazione economica di tutto questo: crediti di carbonio certificati VCS e Gold Standard, attestazioni ESG brevettate pronte per le banche, risparmio documentato sulla TARI.
Ogni azienda che entra nel sistema Borsino Rifiuti non riceve solo un servizio. Riceve uno specchio digitale della propria circolarità — tre indici in tempo reale: CO₂ evitata, percentuale di circolarità, valore economico generato. Un documento che oggi vale mille euro con noi contro i cinquemila di una certificazione standard, e che domani servirà obbligatoriamente per accedere al credito bancario grazie alle nuove Linee Guida EBA entrate in vigore l’11 gennaio 2026.
Abbiamo due brevetti UIBM. Abbiamo la licenza esclusiva europea per compostiere IoT certificate prodotte in Asia. Abbiamo dati che nessun concorrente ha perché nessun concorrente ha costruito quello che abbiamo costruito noi: una rete operativa reale, non un prototipo.
Le sfide: costruire senza rete di protezione
Sarebbe disonesto raccontare questa storia senza parlare delle cadute. E di quanto fa male cadere quando non hai capitali di riserva, quando ogni euro speso è un euro che devi giustificare al team, agli investitori, a te stesso.
Taebioenergy è rinata nel 2022. Dpo una pandemia e prima ancora tre anni a migliorare un modello di prima borsa economica del rifiuto che non ha ricevuto i capitali di investimento minimi per l’obbiettivo prefissato e nel mentre anche alcuni soci che si erano rassegnati.
Successivamente all’uscita della nuova liberalizzazione del settore pubblico dei rifiuti urbani abbiamo sintetizzato che quello della gestione dei rifiuti urbani era il nostro vero collocamento, che lì avremmo fatto realmente la differenza e cosi è stato.
I primi anni 2021/2022 sono stati un laboratorio caotico e magnifico: €67.000 di fatturato, perdite importanti, un modello che esisteva nella nostra testa più che sul mercato. Abbiamo sbagliato alcune assunzioni. Abbiamo imparato velocemente. Abbiamo corretto la rotta senza perdere la bussola.
Le PMI senza grandi capitali alle spalle non possono permettersi di sbagliare due volte. Questa è una pressione enorme — ma è anche il motore più potente che conosca. Ti obbliga a costruire in modo solido, a scegliere i clienti giusti, a dire no alle scorciatoie che oggi sembrano convenienti e domani ti costano il doppio.
Abbiamo avuto mesi in cui non eravamo certi di riuscire a pagare tutti. Abbiamo avuto clienti che ci hanno messo alla prova — contratti strappati, pagamenti in ritardo, richieste impossibili.
E poi ci sono le battaglie che non ti aspetti e che fanno più male delle altre: i soci e i concessionari che hanno ottenuto da noi un’area in esclusiva sulla quale operare, non sono riusciti a svilupparla (sempre per mancanza di giusti capitali) come si erano impegnati a fare, e invece di riconoscerlo hanno scelto la strada delle aule di tribunale. Ci hanno fatto causa sostenendo di aver perso tempo e denaro — come se l’imprenditoria e un’idea innovativa fosse una garanzia di risultato e non una scommessa che richiede impegno, competenza e sacrificio. Sei cause legali dal 2019 fino ad oggi. Tutte vinte. Per fortuna i giudici hanno sempre riconosciuto la solidità e correttezza del nostro operato. Ma ogni causa è costata mesi di energia sottratta alla crescita, ore di concentrazione tolte al prodotto, risorse mentali e finanziarie che avrebbero potuto andare altrove. È uno dei capitoli più duri da raccontare — e uno dei più importanti. Perché chi vuole costruire qualcosa di vero deve sapere che lungo la strada troverà anche chi preferisce distruggere piuttosto che costruire insieme. Noi abbiamo imparato a riconoscerli prima, e a continuare a camminare comunque.
Abbiamo dovuto costruire la tecnologia mentre eravamo già operativi sul campo, come cambiare le gomme a un’auto in corsa. E lo abbiamo fatto.
«Le PMI senza grandi capitali non possono permettersi di sbagliare due volte. Questa pressione è il motore più potente che conosco.»
2025: l’anno in cui tutto ha cambiato forma
Il 2025 è stato l’anno della conferma. Non della promessa — della conferma. I numeri parlano da soli, ma dietro ogni numero c’è una storia di scelte difficili e di persone straordinarie.
I NUMERI DEL 2025
€ 560.000 Fatturato +56% rispetto al 2024
€ 60.000+ Utile netto primo utile positivo della storia aziendale
+836% Crescita 2022→2025 da €67k a €560k in tre anni
€ 12.000 Perdita residua azzerata da €100.000 in soli due anni
58.000+ Ritiri certificati pesatura puntuale per utenza
315 Soci-investitori persone che hanno scelto di credere nel progetto
2 Brevetti UIBM Smart Circular City 2025 + Attestazione Dinamica 2026
5 Città operative Milano, Monza, Como, Palermo + Roma in apertura
Il dato che mi colpisce di più non è il fatturato. È la riduzione delle perdite pregresse: da €100.000 a €12.000 in due anni, pur continuando a crescere del 56% annuo. Questo significa che non abbiamo solo accelerato — abbiamo migliorato la qualità della crescita. Abbiamo costruito margini reali. Abbiamo costruito un’azienda, non un progetto.
L’utile netto positivo nel 2025 — il primo nella storia di Taebioenergy — non è solo un traguardo contabile. È la prova che il modello funziona a scala reale, non solo nelle slide di presentazione. È la risposta a tutti coloro che ci hanno detto che era troppo ambizioso, troppo complesso, troppo presto ed è una risposta a chi si era rassegnato.
Palermo e Roma: il Sud e la Capitale entrano nel sistema
Mentre consolidavamo il Nord, guardavamo al resto dell’Italia con la consapevolezza che il modello è replicabile — ma che ogni città richiede comprensione profonda del tessuto locale, delle abitudini di raccolta, delle dinamiche tra operatori e amministrazioni.
Palermo è appena entrata nel sistema Borsino Rifiuti. È una scommessa consapevole: il Sud Italia ha un enorme potenziale di economia circolare non ancora intercettato, un tessuto di ristorazione e ospitalità straordinariamente ricco, e una crescente sensibilità verso le certificazioni ambientali che aprono le porte all’export e ai mercati internazionali. Stiamo costruendo lì con la stessa cura con cui abbiamo costruito a Milano: un cliente alla volta, un ritiro alla volta, una relazione alla volta.
Roma aprirà entro maggio 2026. La Capitale è un mercato straordinario: oltre 26.000 esercizi di ristorazione, migliaia di hotel, una concentrazione di grandi aziende che entro il 2026 saranno obbligate a rendicontare i propri rifiuti per la compliance CSRD. Roma non è solo un’espansione geografica — è il passaggio da startup regionale a operatore nazionale.
Due città diverse, due sfide diverse, una sola certezza: il metodo funziona. Lo abbiamo dimostrato a Milano. Lo stiamo dimostrando a Palermo. Lo dimostreremo a Roma.
«Roma non è solo un’espansione geografica. È il momento in cui diventiamo un operatore nazionale.»
Il 25 marzo apre l’aumento di capitale: accelerare il possibile
Il 25 marzo 2026 apre formalmente il round di aumento di capitale di Taebioenergy S.r.l.
Il target è € 1.000.000 in equity su una valutazione pre-money di €7.000.000, con una quota del 12,5%. Per gli investitori interessati a un’esposizione maggiore, è prevista una struttura ibrida fino a €5.000.000che combina €1M di equity con €4M di minibond — subordinato al superamento della soglia di fatturato di €2.500.000, prevista entro fine 2026.
Voglio essere diretto su cosa faremo con questo capitale. Non lo useremo per pagare consulenze o per costruire presentazioni più belle. Lo useremo per accelerare ciò che già funziona: più flotta operativa, più team commerciale nelle nuove città, più compostiere IoT installate presso i clienti, roll-out della piattaforma SaaS ESG a scala nazionale. Ogni euro investito ha un indirizzo preciso e un ritorno misurabile.
I numeri dell’analisi IRR parlano chiaro: con un EBITDA atteso di €2,7M nel 2029 e multipli di settore tra 8× e 12×, l’IRR atteso per gli investitori professionali è compreso tra il 22% e il 32%, con uno scenario upside che può raggiungere il 43%. Non è speculazione: è il risultato di tre anni di costruzione metodica di un modello che oggi genera utile reale.
Ma c’è qualcosa che i numeri non possono catturare completamente: il momento in cui ci troviamo. L’11 gennaio 2026 sono entrate in vigore le Linee Guida EBA/GL/2025/01 che obbligano le banche a valutare il rischio ambientale dei clienti affidati. La direttiva CSRD/ESRS impone dal 2026 la rendicontazione dei rifiuti alle grandi imprese. Il mercato dei crediti di carbonio VCM continua a crescere. Non stiamo cavalcando un’onda: stiamo costruendo l’infrastruttura che quell’onda richiede.
315 soci hanno già scelto di credere in questo progetto. Hanno visto quello che vedo io ogni mattina quando apro i dati operativi: un modello che scala, una squadra che cresce, un mercato che aspettava esattamente quello che stiamo costruendo.
Il rifiuto che diventa il boost per il futuro
Ho iniziato questo articolo con un’idea semplice: il rifiuto non è un problema, è una materia prima che aspetta di essere liberata. Dopo tre anni, 58.000 ritiri certificati, cinque città operative e il primo utile aziendale della nostra storia, posso dire che quell’idea era giusta.
Ma quello che mi entusiasma di più non è quello che abbiamo già fatto. È quello che sta per diventare possibile. Con Roma, con Palermo, con il capitale che arriverà dal round del 25 marzo, con le 200 compostiere IoT che installeremo nei prossimi 18 mesi, con i crediti di carbonio che inizieranno a essere certificati e collocati sul mercato VCM.
L’economia circolare non è una moda. È la direzione obbligata di un sistema economico che ha capito — finalmente — che le risorse del pianeta non sono infinite. Noi non stiamo solo seguendo quella direzione: stiamo costruendo la strada.
Se sei un imprenditore che produce rifiuti e vuole trasformarli in valore, parla con noi. Se sei un investitore che cerca un’opportunità reale in un settore in esplosione normativa e di mercato, parla con noi. Se sei semplicemente qualcuno che vuole capire come funziona davvero l’economia circolare nell’Italia reale — parla con noi.
La storia di Borsino Rifiuti è appena all’inizio. E il capitolo più bello deve ancora essere scritto.
Gian Luca Vorraro — Co-Founder & CEO
Taebioenergy S.r.l. · Borsino Rifiuti · Smart Circular City – gianlucavorraro@borsinorifiuti.com · www.smartcircularcity.com · P.IVA 09179170965
Documento redatto a titolo editoriale e informativo. Non costituisce offerta al pubblico di strumenti finanziari ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e del Reg. UE 2017/1129. Le proiezioni finanziarie sono stime soggette a rischi e incertezze.
