
Nel 2013 abbiamo realizzato e condotto il primo test del sistema Ra.Vo. Una tecnologia che fonde ingegneria di costruzione e biochimica per la produzione di olio da alghe. La microalga utilizzata proveniva da un laboratorio in Bretagna —” avevo scelto un ceppo artico di Chlorella sorokiniana, selezionato per una caratteristica precisa: la capacità genetica di sintetizzare acidi grassi in quantità superiore a qualsiasi ceppo temperato o tropicale” commenta Gian Luca Vorraro ideatore del processo. Non vi era l’IA che poteva aiutare , solo studio e ricerca. La scienza lo conferma: i ceppi di Chlorella da ghiacciaio artico esprimono in modo massimale i geni per la biosintesi degli acidi grassi, la glicolisi e il metabolismo dei glicerolipidi — rendendoli i candidati ottimali per la produzione di biodiesel documentati in letteratura. Quella scelta non era casuale. Era ingegneria biologica applicata al risultato.
Quel test del 2013 fatto in vollaborazione con un laboratorio biochimico di Varese ha misurato un contenuto lipidico nella biomassa algale superiore al 60% del peso secco in condizioni di stress azotato controllato — il valore massimo documentato per ceppi selezionati in fotobioreattori. Quei dati sono diventati la base tecnica di un brevetto depositato all’UIBM e di un impianto pilota autofinanziato dodici anni dopo, in un contesto ottimale per via della situazione geopolitica esistente e per la riduzione dei costi operativi grazie alla creazione della Smart Circular City. Quel progetto che sarà operativo entro la metà del 2027.
Come funziona Ra.Vo: architettura e performance
Ra.Vo è un fotobioreattoredi dimensione calibrata per massimizzare la penetrazione luminosa (85–90% della sezione trasversale raggiunta dalla luce), garantisce il regime di flusso turbolento ottimale per il rimescolamento delle microalghe, ed eliminare le zone buie che penalizzano i sistemi con tubi di diametro maggiore.
All’interno del Ra.Vo. circola acqua calda, che mantiene il medium di coltura alla temperatura ottimale per la microalga selezionata indipendentemente dalle condizioni ambientali esterne. I LED integrati nel mantello garantiscono illuminazione continua 24 ore su 24, 365 giorni l’anno — eliminando la dipendenza dal ciclo solare che penalizza tutti i sistemi aperti o semiaperti.
La microalga coltivata è quella artica sp., in quanto mostra una resilienza maggiore agli “stress” azotati per accumulare trigliceri garantendo una stabilità colturale che aumenta la resa effettiva annualescelta per il contenuto lipidico di 70% del peso secco in condizioni di stress azotato controllato, per la ricchezza in EPA (acidi grassi omega-3 a catena lunga) che apre un secondo mercato nutraceutico parallelo al biodiesel, e per la robustezza operativa che la rende adatta a un ciclo produttivo industriale continuo.
Barile di petrolio
vs. barile Ra.Vo
Non lo chiamiamo alternativa. Lo chiamiamo concorrenza.
Il Brent ha superato i 109 dollari al barile il 2 aprile 2026, con un incremento del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nelle stesse ore il Dated Brent fisico ha toccato i 140 dollari al barile — il livello più alto dal 2008 — tracinato dall’escalation militare nello Stretto di Hormuz. Un barile di greggio è 159 litri. Ma non diventa tutto carburante: dalla raffinazione si ottengono circa 45 litri di gasolio utilizzabile, oltre a benzina, kerosene, asfalto e derivati petrolchimici.
Da un barile di petrolio a 130 dollari si ricavano 45 litri di gasolio. Da un barile equivalente Ra.Vo — prodotto dal compost della Smart Circular City — si ricavano 72–80 litri di biodiesel. Ra.Vo produce il 60–75% di carburante in più dallo stesso volume. A costo di materia prima zero. A chilometro zero. Senza Stretto di Hormuz.
Il prezzo del barile di petrolio dipende da Trump, dall’Iran, dall’OPEC, dai fondali del Mare del Nord e dagli algoritmi dei fondi speculativi di Wall Street. Può valere 50 dollari o 140 dollari nello stesso anno — come sta accadendo in questo momento. Il prezzo del barile Ra.Vo dipende da quante compostiere sono attive nella rete Smart Circular City di Milano.
Smart Circular City: nulla va perduto
Nella rete Smart Circular City, il rifiuto organico conferito alle compostiere elettromeccaniche BR dai clienti — hotel, GDO, aziende, condomini — non finisce semplicemente in un sacco dell’umido. Viene trasformato in compost maturo, ritirato da Borsino Rifiuti nel normale ciclo operativo, trasportato al magazzino Ra.Vo e convertito in compost tea: un estratto liquido ricchissimo di azoto, fosforo, potassio e microelementi che sostituisce integralmente il medium di coltura sintetico normalmente necessario per coltivare microalghe industrialmente.
Il medium di coltura rappresenta il 30–40% del costo operativo di un fotobioreattore standard. Usando il compost dalla rete Smart Circular City , quel costo tende a zero. La materia prima arriva già pagata dal cliente che usa la compostiera.
Parallelamente, nella Smart Circular City raccogliamo già oggi oli di frittura esausti — UCO, Used Cooking Oil — per la produzione di biodiesel di seconda generazione. È un’attività reale, consolidata, operativa. Ma l’UCO ha un limite strutturale che nessun operatore del settore discute apertamente: è una materia prima finita, raccolta, contesa da decine di operatori europei, soggetta a frodi documentate dalla Commissione Europea, e — soprattutto — non è circolare. È recupero. Non rigenerazione.
Il biodiesel Ra.Vo è altro. La materia prima non si raccoglie — si produce. Il ciclo non dipende da quanti ristoranti hanno fritto patate quella settimana. Dipende da quante compostiere sono attive nella rete SCC. E la rete cresce ogni mese.
La proporzione strutturale è semplice: ogni nuova compostiera BR installata nella rete SCC aggiunge automaticamente 3,7 vessel Ra.Vo di capacità produttiva. Il network già costruito diventa infrastruttura produttiva energetica senza costi aggiuntivi di acquisizione.

I nostri camion si muovono con il carburante che producono
Entro la metà del 2027, i mezzi di raccolta di Borsino Rifiuti si riforniranno alla prima pompa Ra.Vo. Il carburante nel serbatoio sarà prodotto dal compost raccolto quel giorno, nelle strade di Milano, dalle stesse compostiere dei clienti Smart Circular City.
“Non è una promessa di sostenibilità inserita in un bilancio ESG. È un impianto, una pompa, un numero di officina fiscale. È il cerchio più corto che esista nel mercato energetico italiano. E non dipende da nessun barile che venga dal Golfo Persico.” dichiara Gian Luca Vorraro inventore del processo Ra.Vo. e Ceo Di Taebioenergy.
