




Borsino Rifiuti porta nel Lazio il proprio modello di economia circolare urbana: raccolta certificata, valorizzazione delle materie prime seconde, azzeramento della CO₂ e attestazioni ESG per hotel, supermercati, ristoranti e condomini.
C’è una città che produce ogni giorno decine di migliaia di tonnellate di rifiuti urbani — e che per la prima volta ha oggi gli strumenti per trasformarli in valore economico misurabile, in crediti di carbonio certificati e in attestazioni ESG riconosciute dagli istituti di credito. Quella città è Roma. Quella opportunità è Borsino Rifiuti.
Dal pionierismo di Aprilia al modello industriale della Capitale
Prima ancora che nascesse Borsino Rifiuti nella forma attuale, il team fondatore era già al lavoro nel Lazio: dal 2017 al 2020, anno in cui la pandemia interruppe le attività, gestì i rifiuti dell’isola ecologica di Aprilia al miglior prezzo di mercato, ottimizzando flussi, filiere e valorizzazione delle frazioni differenziate. Una palestra operativa preziosa, che ha forgiato la competenza sul campo prima ancora che arrivasse la tecnologia.
Quella stagione si è chiusa. Ma la lezione non è andata perduta. Oggi Borsino Rifiuti torna nel Lazio con qualcosa di radicalmente diverso: non più la gestione di un’isola ecologica pubblica, ma un’attività industriale strutturata e scalabile, costruita in tre anni di operatività nelle province di Milano, Monza, Como e in collaudo Palermo.
Il modello che funziona al Nord — e che ha portato a 58.000 ritiri certificati, al primo utile aziendale e a una crescita del +836% in tre anni — approda ora nella Capitale con la maturità di chi ha già imparato dagli errori, ha brevettato le proprie soluzioni e ha dimostrato, numero dopo numero, che l’economia circolare urbana non è una teoria ma un’industria.
Cosa farà Borsino Rifiuti a Roma
L’ingresso nella Capitale non è un’espansione geografica ordinaria. Roma è il secondo mercato italiano per densità di utenze non domestiche obbligate alla differenziazione: oltre 26.000 esercizi di ristorazione, migliaia di strutture ricettive, catene della grande distribuzione e un tessuto condominiale metropolitano tra i più densi d’Europa. Ecco cosa cambierà, concretamente.
Sostituzione del servizio comunale: la raccolta che paga.
Borsino Rifiuti subentrerà al servizio di raccolta comunale per le utenze non domestiche aderenti, ai sensi del D.Lgs. 116/2020. Ogni ritiro sarà pesato con bilance certificate, registrato sulla piattaforma IoT e valorizzato sul mercato delle materie prime seconde. La TARI variabile si abbatte fino al 100% e ogni tonnellata di riciclabile conferita genera un cashback di in € direttamente sull’utenza. Il rifiuto smette di essere un costo fisso e diventa una voce attiva del bilancio aziendale.
Catene alberghiere: dall’organico al compost, dalla CO₂ al credito.
Gli hotel aderenti riceveranno compostiere IoT installate on-site. L’organico prodotto in cucina verrà processato localmente, eliminando le emissioni da trasporto e generando compost certificato distribuito come prodotto circolare a KM ZERO. Ogni tonnellata processata produce crediti di carbonio VCS/Gold Standard certificabili e collocabili sul mercato volontario a $15–50/tCO₂eq.
Supermercati e GDO: materie prime seconde come asset.
Carta, cartone, plastica, vetro, metalli e legno prodotti dalle insegne della grande distribuzione verranno raccolti, pesati e valorizzati. Il sistema di abbinamento automatico tra materie prime seconde e manifatturieri della rete ToBeCircular produce beni circolari entro 30 km, chiudendo il ciclo localmente e documentando ogni passaggio per la compliance CSRD/ESRS E5.
Ristorazione strutturata: dalla cucina all’attestazione ESG.
Ristoranti e catene HoReCa con superficie ≥200 m² accedono al servizio sostitutivo certificato. Il dato di raccolta, integrato nella piattaforma SaaS Smart Circular City, genera in automatico il Report di Circolarità trimestrale — documento spendibile per rendicontazioni di sostenibilità, bandi pubblici e valutazione bancaria ai sensi delle nuove Linee Guida EBA/GL/2025/01 entrate in vigore l’11 gennaio 2026.
Condomini e corporate: circolarità di prossimità.
Il programma condominiale porta la raccolta certificata nei grandi complessi residenziali romani, con un modello ad abbonamento a partire da €600/anno. I condomini ottengono la riduzione documentata della TARI condominiale. Per le sedi aziendali, il servizio include il SaaS ESG con accesso alla dashboard in tempo reale dei propri indici di circolarità.
La roadmap romana
Maggio 2026 — Avvio operativo. Lancio del servizio su Roma nord e Roma est. Onboarding delle prime catene alberghiere e ristoranti. Installazione delle prime compostiere IoT.
Settembre 2026 — 100 clienti attivi. Copertura dei principali quadranti commerciali. Attivazione della piattaforma SaaS con dashboard ESG in tempo reale. Prime Attestazioni Circolari Dinamiche emesse.
Gennaio 2027 — 200 clienti e primo ciclo di crediti CO₂. Primo lotto di crediti di carbonio collocato sul mercato volontario. Avvio del programma condominiale nei quartieri Prati, EUR e Appio Latino.
Fine 2029 — Regime: 1.600 clienti, €3,6M fatturato locale. Roma a pieno regime diventa il secondo hub nazionale dopo Milano/Monza per volumi e fatturato generato. (Performance raggiungibili senza approcio di investitori professionali nella compagine di Borsino Rifiuti)
La parola al CEO
Gian Luca Vorraro — Co-Founder & CEO, Taebioenergy S.r.l. / Borsino Rifiuti / Smart Circular City
«Roma non era un’ambizione lontana. Era sempre stata lì, nella mappa che avevamo in testa dal primo giorno. Ci siamo arrivati quando eravamo pronti — non prima.»
Quando nel 2017 gestivamo i rifiuti dell’isola ecologica di Aprilia, non avevamo ancora i brevetti , non avevamo la piattaforma IoT, non avevamo i 315 soci che oggi credono nel progetto. Avevamo la competenza operativa, la voglia di capire come funziona davvero il mercato delle materie prime seconde, e la consapevolezza che il modello esistente — raccogliere, smaltire, dimenticare — era sbagliato in modo sistemico.
Poi è arrivata la pandemia e quel capitolo si è chiuso. Abbiamo ricominciato da Milano, abbiamo costruito da zero, abbiamo sbagliato e imparato, abbiamo brevettato quello che avevamo inventato e abbiamo aspettato di avere numeri reali prima di espanderci. Quei numeri oggi ci sono: €560.000 di fatturato nel 2025, il primo utile positivo della nostra storia, una perdita pregressa ridotta da €100.000 a €12.000 in soli due anni. Questo ci dà il diritto di portare il modello a Roma.
Roma è il mercato più difficile e più ricco d’Italia per il nostro settore. Difficile perché la complessità urbana è enorme, le filiere sono frammentate, la burocrazia è pesante. Ricco perché la concentrazione di utenze non domestiche di alta fascia — hotel a cinque stelle, catene di ristorazione strutturate, grandi insegne della GDO — è unica nel panorama italiano. Sono esattamente gli utenti per cui il nostro servizio produce il valore maggiore.
Le catene alberghiere, i supermercati e i ristoranti che stanno già condividendo questo obiettivo con noi non lo fanno per moda o per greenwashing. Lo fanno perché le Linee Guida EBA/GL/2025/01 impongono alle banche di valutare il rischio ambientale dei clienti affidati — e chi non ha un’attestazione ESG certificata rischia di trovarsi in una posizione scomoda al prossimo rinnovo del fido. Noi siamo quella attestazione. Noi siamo quella documentazione. E siamo anche il servizio che riduce i costi, valorizza il rifiuto, misura la CO₂ evitata e trasforma tutto questo in vantaggio competitivo reale.
Roma inizia a maggio 2026. E il capitolo più bello di questa storia è appena cominciato.
