WASTE-DC si avvia

Sistema WasteDC per il controllo dinamico dei rifiuti nel mercato libero.
Sistema WasteDC per il controllo dinamico dei rifiuti nel mercato libero.

IL PROGETTO
Il sistema WasteDC — Waste Dynamic Control è il primo tassello operativo dell’Attestazione Circolare Dinamica (ACD), il brevetto Taebioenergy che trasforma i dati secondari ESG in dati primari certificabili. Sviluppato interamente dal nostro centro R&S, entra oggi in fase di sperimentazione sul mercato libero della raccolta differenziata urbana — quello che il D.Lgs. 116/2020 e la storica sentenza del Consiglio di Stato n. 1976/2026 hanno aperto alla concorrenza privata.
È progettato per gli utenti non obbligati alla gestione RENTRI: condomini, utenze non domestiche, PMI. Ogni presa rifiuto diventa un dato strutturato, tracciato, e immediatamente leggibile nel cruscotto circolare dell’utente.

WasteDC: oltre l’RFID, verso il controllo dinamico completo
I sistemi RFID tradizionali registrano un dato binario: la presa è avvenuta, il contenitore è stato svuotato. Fine. Nessuna informazione sulla qualità del materiale conferito, nessun dato sulla destinazione, nessun calcolo automatico della CO₂ evitata. Soprattutto: nessuna evidenza immediatamente spendibile in sede di reportistica ESG o bancaria.
WasteDC nasce per rispondere a questa lacuna strutturale. Sviluppato integralmente dal centro ricerca e sviluppo di Taebioenergy, il sistema registra e contabilizza in tempo reale ogni evento legato alla raccolta differenziata dell’utente:

Rileva la presa e lo svuotamento del contenitore.

Soluzione innovativa per il controllo dinamico dei rifiuti in città intelligenti.

Sistema di gestione dati rifiuti sostenibile.

Il sistema è stato progettato per operare in piena autonomia rispetto all’infrastruttura pubblica RENTRI, rendendolo immediatamente applicabile al segmento delle utenze non domestiche e dei condomini che operano nel mercato libero della raccolta differenziata — il mercato aperto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1976/2026.
Il cruscotto ACD: un ecosistema di dati integrato
WasteDC non è un sistema isolato. I suoi dati si integrano in tempo reale nel cruscotto dell’Attestazione Circolare Dinamica (ACD), il cuore intelligente della piattaforma Smart Circular City. Il cruscotto aggrega flussi informativi eterogenei, tutti convergenti verso un unico obiettivo: produrre dati primari di circolarità certificabili, utente per utente.
Le fonti di dati che alimentano il cruscotto ACD includono:
👉WasteDC — raccolta differenziata urbana (dati di presa, matrice, destinazione, CO₂ evitata)
👉Bidoni IoT di stoccaggio: vetro, olio vegetale esausto
👉Produzione del Compost (pesatura, qualità, output da BR-C composter)
👉Sistema di gestione ordini, costi di smaltimento e cashback Super Fast
👉Gestione dei sottoprodotti, produzione di cessati e dei “non rifiuti prodotti”
👉FIR e documentazione RENTRI per i soggetti obbligati

Ottimizza il riciclo e la sostenibilità urbana con Smart Circular City.

Questi tre indicatori sono visibili per ogni utente della Smart Circular City e costituiscono il nucleo del Report di Circolarità che l’amministratore di condominio o il responsabile ESG dell’impresa può scaricare, firmare e presentare alla propria banca, al proprio certificatore ESG o al proprio partner commerciale.
La rivoluzione dell’ACD: dati primari contro dati tabellari
Per comprendere il valore dell’Attestazione Circolare Dinamica, è necessario capire come funziona oggi la certificazione ESG nella gestione dei rifiuti urbani — e perché il sistema attuale produce un risultato strutturalmente insoddisfacente.
Quando un’impresa o un condominio si rivolge a un certificatore ESG per ottenere dati sulle proprie emissioni legate ai rifiuti, il certificatore non va a misurare cosa è realmente successo. Non ha gli strumenti per farlo. Si limita a consultare le banche dati tabellari pubbliche: fattori di emissione medi nazionali o regionali, statistiche ISPRA, dati ISTAT sulla produzione di rifiuti urbani per categoria. Il dato che ottiene è un’approssimazione statistica che potrebbe non avere nulla a che fare con la performance reale di quell’utente specifico.
In termini GHG Protocol, si tratta di dati Tier 1 e Tier 2 — dati secondari, generici, con un’incertezza metodologica intrinseca che lo stesso IPCC valuta tra il ±50% e il ±100% per alcune categorie. Non sono dati primari. Non descrivono ciò che è realmente accaduto.

L’ACD è classificata come strumento di Livello 3nella gerarchia dei dati GHG Protocol: dati primari specifici di processo, raccolti direttamente dalla fonte, con tracciabilità completa e piena assenza di note metodologiche di limitazione. Copre un set di 14 metriche ESG (6 ambientali, 5 sociali, 4 di governance) distribuite sui principali standard e framework:

Come l’ACD migliora la virtuosità e la comunicazione verso i clienti
Per un hotel, un condominio, una PMI commerciale, possedere dati primari certificati sulla propria performance circolare non è solo un adempimento normativo. È uno strumento di differenziazione competitiva reale. Con l’ACD, l’utente Smart Circular City può comunicare ai propri clienti, fornitori, banche e investitori non un impegno generico alla sostenibilità, ma un risultato specifico, misurabile, verificabile e immutabile nel tempo.
La differenza tra dire “abbiamo avviato un programma di raccolta differenziata” e mostrare un cruscotto che indica “nell’ultimo trimestre abbiamo evitato 4,7 tonnellate di CO₂ equivalente, con un indice di differenziata dell’83,2%” è la differenza tra una dichiarazione d’intento e una prova. In un contesto di mercato sempre più attento al greenwashing e sempre più presidiato dalla Green Claims Directive, questa distinzione ha un valore economico diretto.
Per le strutture ricettive, l’ACD consente di integrare le performance circolari nella comunicazione verso i clienti finali (booking, sito web, comunicazioni di soggiorno) e verso le catene alberghiere internazionali che richiedono reportistica ESG standardizzata a livello di property. Per i condomini, il Report di Circolarità prodotto dall’ACD diventa un documento che l’amministratore può allegare alla documentazione dell’assemblea, ai contratti di manutenzione e — soprattutto — alla pratica bancaria per l’accesso al credito green.

Immagine rappresentante il concetto di Smart Circular City e sostenibilità ambientale.

Risparmio del 80% con certificatore ESG esterno, risparmiando circa €1.000 rispetto a €5.000 di merc.

ACD e APE: la coppia che accompagna il condominio del futuro
La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), recepita dall’Italia con il D.Lgs. 48/2020 e ora in fase di aggiornamento ai sensi della nuova direttiva 2024/1275, impone che ogni immobile residenziale sia accompagnato da un Attestato di Prestazione Energetica (APE) che ne certifichi le performance energetiche. L’APE descrive la dimensione energetica dell’immobile.
Ma un immobile non è solo energia. È anche rifiuti, materiali, circolarità, emissioni indirette. È esattamente qui che l’Attestazione Circolare Dinamica entra come documento complementare naturale all’APE:

Tecnologia e innovazione per la gestione dei rifiuti e la sostenibilità urbana.

Attestazione circolare per performance sostenibili e tracciabilità completa dei rifiuti.

Per il privato che vive in condominio, avere entrambi i documenti — APE e ACD — significa disporre di un profilo di sostenibilità completo dell’immobile, sia dal lato energetico che dal lato materiale e circolare. Per la banca che eroga un mutuo o una linea di credito green, è la prova documentale che l’asset finanziato soddisfa i requisiti della tassonomia verde europea e delle linee guida EBA.
In prospettiva, con la piena entrata in vigore delle Case Green e l’applicazione degli standard EPBD alla riqualificazione del patrimonio edilizio italiano — uno dei più vetusi d’Europa — l’ACD si posiziona come il documento che accompagna naturalmente ogni piano di riqualificazione circolare del condominio: non solo energia, non solo cappotto termico, ma gestione certificata dei flussi di materia, rifiuti e CO₂.
La sperimentazione: i prossimi passi
Il sistema WasteDC entra oggi in fase di sperimentazione operativa su un insieme selezionato di utenti non domestici e condomini all’interno del perimetro del progetto Condomini 100% Circolari in Lombardia, con il coordinamento di Carmine Di Filippo, Responsabile Sviluppo Lombardia.
La sperimentazione prevede tre fasi progressive:
Fase 1 — Validazione tecnica: calibrazione dei parametri di calcolo CO₂ per matrice e per destinazione impianto; validazione del FIR integrato; test di integrazione con i bidoni IoT e il sistema composter BR-C.
Fase 2 — Validazione ESG: produzione del primo Report di Circolarità certificabile con dati primari WasteDC; presentazione a certificatori ESG accreditati e a OVV ISO 14065 per verifica della conformità GHG Protocol.
Fase 3 — Scalabilità commerciale:integrazione nel contratto standard Borsino Rifiuti per il segmento residenziale (post sentenza 1976/2026); lancio nel mercato di Roma e Palermo con i partner locali.
I risultati della sperimentazione saranno comunicati nei prossimi mesi attraverso i canali editoriali di Borsino Rifiuti e Smart Circular City. Per informazioni sul progetto, contattare il team commerciale o scrivere a info@borsinorifiuti.com

 

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